Aggiungiamo al sito documentari, interviste e materiale video. La parte tecnica interessa a
pochi, ma una cosa vale la pena dirla a tutti, perché spiega scelte che altrimenti
sembrano arbitrarie: un video guardato da mille persone costa mille volte.
Il conto che nessuno fa
Table of contents
Un articolo di testo, che lo leggano in dieci o in centomila, costa praticamente uguale. Un
video no: ogni visione è banda che qualcuno paga. Per questo i portali video o mettono
pubblicità, o fanno pagare, o chiudono. Non esiste la quarta strada, per quanto piaccia
pensarlo.
Da qui discende una regola che sembra strana e non lo è: pubblicare un video
gratuito sul portale costa a chi lo pubblica molto più che pubblicarne uno a
noleggio. Il secondo si ripaga da solo, il primo no — e più piace, più costa.
Cosa vuol dire “protetto”
I contenuti a pagamento sono cifrati e consegnati con permessi che scadono, e la chiave per
decifrarli non viaggia mai insieme al video. Chi si porta via i file si ritrova materiale
inservibile. Detto con onestà: non è inviolabile, perché niente lo è
— chi guarda può sempre, con abbastanza ostinazione, registrare lo schermo. Quello che
si può fare, e che facciamo, è rendere costoso lo scaricamento automatico: quello su
scala, che non richiede a nessuno di stare lì a guardare.
La stessa cura vale per i sottotitoli, che quasi tutti dimenticano: per un documentario il testo
è buona parte del contenuto, e lasciarlo in una cartella pubblica significa regalarne la
sostanza. Qui il ragionamento per esteso.
Sottotitoli, e perché ci teniamo
Metà delle persone guarda i video senza audio — in treno, di notte, in ufficio. E un
motore di ricerca non ascolta: legge. Un documentario con tre tracce di sottotitoli ha un pubblico
che non è il doppio, è di un altro ordine di grandezza. Chi pubblica da noi può
aggiungerne quante ne vuole e correggerne i tempi da solo.
Dove stanno le regole per esteso
I numeri veri — quanto costa pubblicare, cosa succede quando un contenuto va molto bene,
cosa si può mostrare in una pubblicità — stanno in due pagine, e sono scritti
lì invece che qui perché cambiano e devono restare veri: